Vita aliena: quel che conviene non ammettere

Con la recente individuazione del sistema Trappist-1, arriva la smentita a quanti la negano

Un barlume di speranza illumina quanti sostengono -e l’hanno sempre fatto – l’esistenza di una vita oltre la Terra. Negata, confutata, mai considerata, questa teoria “complottistica” è colpevole di una dicotomia nel mondo della scienza.
<<Sostenere l’esistenza della sola vita umana è pari a ritenere che in un intero campo vi sia un unico bue o un’unica spiga di grano>>: questo è quanto si legge già in Democrito, segno tangibile che la vita aliena è un problema che attanaglia l’uomo dai tempi dell’antica Grecia.
La teoria frutto di quanti nel Medioevo erano definiti eresiarchi, o pazzi da legare, ha subito una progressiva evoluzione sfociando nella forse peggiore accezione: il complotto. Quando nel 1954 il Governo Federale degli USA fece erigere l’Area 51, mai ci si sarebbe aspettati che questa diventasse la “mamma della cospirazione”.
area 51 La “Extraterrestrial Highway” è stata oscurata sulle mappe nel 2000: da allora è tracciabile solo il lago di Groom. Un veicolo di agenti armati è poi in continuo appostamento per allontanare occhi indiscreti, in particolar modo dopo l’incidente di Roswell: un recupero di “materiali extraterrestri” nel 1947. Dopo otto giorni, le acque si calmarono.

Nel 1980, però, la riprova. La mattina dell’11 aprile un aereo militare peruviano ebbe un “tête-à-tête” con un UFO (unidentified flying object), resistendo a 160 proiettili e beffando le leggi della fisica.
<<Era un oggetto con una cupola scura, come una lampadina divisa a metà, con una larga base in metallo che lo faceva splendere. Quando mi sono avvicinato per vederlo bene, mi sono reso conto che mancavano gli ugelli, ali, finestrini, antenne, niente di niente. Aveva una superficie molto liscia al di sopra e al di sotto>>. Il pilota Santa Maria dichiarò così “ciò che non era” quell’oggetto.
<<Siamo gli unici nell’Universo?>> è però l’inutile domanda che continuiamo ancora a porci, quasi per esorcizzare un’eventuale risposta. <<Decisamente no>> è la risposta che potrebbe pervenire dalla scoperta del sistema di esopianeti TRAPPIST-1. Non servono questa volta scienziati pari ad Einstein per dimostrare l’oramai quasi inconfutabile esistenza aliena.

Il 22 febbraio, infatti, sono “fischiate le orecchie” a diversi ufologi: le condizioni geologiche e atmosferiche dei pianeti potrebbero permettere la vita su di essi. Un urlo sordo di gioia per quanti ripongono la loro fiducia nella massima “teoria della cospirazione”, che continua però ad essere soggetta ad una serie di perpetue e velleitarie smentite.
Inutile,sarà così ricredersi, solo dopo che la verità sarà stata svelata.

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