Pasolini attraverso gli scatti inediti di Dino Pedriali

Palazzo Fruscione ha accolto, dal 26 febbraio al 16 marzo gli scatti di Dino Pedriali che immortalano Pier Paolo Pasolini nella sua più semplice intimità. La mostra, nata da un’idea di Marco Russo, è stata realizzata dall’associazione culturale Tempi Moderni, sostenuta dal Comune di Salerno e dalla fondazione CARISAL e supportata dall’Università degli studi di Salerno.

“Fotografami qui, sarò uno scandalo… Quello che non si capisce con le parole si capirà con la fotografia.” Così Pier Paolo Pasolini chiese a Dino Pedriali di fotografarlo nell’ottobre del 1975, tre giorni prima di morire.
Pasolini78 scatti tra Sabaudia e Chia nei luoghi preferiti dall’artista, lì dove era nata la sua creatività e il suo puro amore per l’arte. Le fotografie mostrano Pasolini che scrive, legge, passeggia, disegna e alle volte lo ritraggono nudo, senza mai scadere nella volgarità. Quelle di Pedriali sono foto senza sorrisi, caratterizzate da colori spenti, che rimandano alle preoccupazioni, alle paure, alla dignitosa rassegnazione e al dissidio interiore dell’uomo Pasolini.

La mostra è stata intitolata “A Pier Paolo”, una dedica ad un fantastico poeta, scrittore, pittore, scenografo, drammaturgo e giornalista, ma soprattutto al grande uomo che ci ha insegnato che il sacro sta negli umili e che purtroppo, a volte, l’innocenza è una colpa.

Francesco Savastano, art curator della mostra, ha dichiarato “il motore che ci ha spinto a creare una serie di iniziative dedicate ai ragazzi è stato quello di avvicinarli ai linguaggi iconografici, alla fotografia e di stimolare così la loro curiosità, unico veicolo per creare uno spirito critico libero. È questa la motivazione che deve spingere a visitare la mostra”.

Alla mostra fotografica è seguito un interessante seminario inerente il tema della comunicazione, organizzato e tenuto da Gianluca Montebuglio.
Durante il convegno è emerso come il fine della pubblicità sia quello di rapportare l’oggetto al messaggio da comunicare: in particolare, nel caso dell’evento Pier Paolo Pasolini – Nostos: Il ritorno, si è preferito adottare canali moderni (quali la fotografia e i social network) per veicolare il contenuto della mostra.
L’argomento successivo è stato quindi la cura dell’esposizione: Montebuglio ha sottolineato l’importanza fondamentale di uno studio approfondito del personaggio proposto. Solo così, infatti, ci si può calare appieno nell’immaginario evocato dal soggetto stesso.
La curiosità da parte degli studenti non ha scarseggiato: varie sono state le domande, dall’importanza del ruolo della pubblicità nei confronti dei prodotti culturali ai consigli circa le strade da imboccare per trovare un impiego nel campo della cultura.
Che il linguaggio pubblicitario da utilizzare in simili contesti richieda particolari accorgimenti è innegabile, ma la risposta è stata chiara: ciò che conta davvero è essere pronti a mettersi in gioco.

di Roberta Del Vecchio e Alessandra De Luca