Carnevale, i coriandoli contagiano le corsie del Ruggi D’Aragona

 

Dai più grandi ai più piccoli, nessuno resiste all’allegria del Carnevale che porta con sé festa e colori. Talvolta, però, questa gioia non riesce a passare attraverso le mura degli ospedali e servirebbe un supporto esterno che porti un sorriso anche a quanti, purtroppo, devono trascorrere le feste in un reparto ospedaliero.

A questo scopo è nato l’evento “Portiamo l’allegria del Carnevale in pediatria”,svoltosi il giorno 27 febbraio presso l’Ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona. La manifestazione, organizzata dall’associazione Onlus Corda in Accordo, ha visto come protagonisti i ragazzi del coro scolastico del Liceo Scientifico Giovanni Da Procida.

Il coro, frutto del modulo corale “Coro In…Canta”, è stato diretto dalla pluripremiata insegnante Patrizia Bruno e, accompagnato dalla professoressa Mariella Pontrandolfi, tutor del progetto. <<Scuola In…Canta è uno degli otto moduli del progetto Scuola Viva – ha dichiarato la professoressa Pontrandolfi – nato allo scopo di creare un coro stabile che rappresenti il Da Procida e che interagisca con altri enti a livello provinciale>>.
L’arrivo del Carnevale nel reparto pediatrico era già stato accolto da addobbi, coriandoli e costumi. Animatori e volontari, presenti sul posto, hanno aiutato i ragazzi del coro a sincronizzarsi ancora di più con i bambini sulle note de “Il gatto e la volpe” e “Cenerentola”.
Le voci del coro, benché alle prime armi, sono riuscite a creare un’atmosfera piacevole e avvincente tanto da coinvolgere, oltre ai bambini, anche i genitori e il personale medico. La ciliegina sulla torta è stata sicuramente l’interazione diretta dei coristi che, con grande simpatia e con tanto di mascherine e bacchette, si sono esibiti cantando, danzando e giocando con i piccoli pazienti. <<Queste attività ludiche, che diverse associazioni ci offrono gentilmente, sollevano certamente l’umore dei nostri bambini>>, ha detto il dottor Pacifico. <<A loro va tutto il nostro riconoscimento>>.
Anche la professoressa Pontrandolfi si è detta soddisfatta dell’esito dell’iniziativa: <<I bambini inizialmente, intimiditi, si sono limitati ad essere spettatori. I ragazzi via via, però, sono stati bravi a coinvolgerli, trasformando lo spettacolo in un gioco. Va sottolineato che il 27 febbraio è stato un giorno scolastico, per cui i nostri studenti hanno rinunciato al proprio tempo per donare il loro sorriso a questa causa, capace di portare l’allegria delle feste a quei bambini che, purtroppo, di gioioso vivono ben poco, ma soprattutto insegnare loro a non abbandonare mai la speranza, qualunque sia la loro situazione>>.

 

Articolo scritto da Giovanni Moles e Silvia Lorito

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