Con il professor Pinto alla scoperta delle Onde Gravitazionali

A cento anni dalle teorie sulla relatività generale di Albert Einstein, il mondo scientifico ha ottenuto un’ulteriore conferma delle incredibili predizioni dello scienziato tedesco: le onde gravitazionali.
Per quanto facilmente sottovalutabili da chi non è del settore, esse rappresentano una delle scoperte più importanti del nostro secolo.

SONY DSCA “tradurle” per noi ragazzi del Liceo Scientifico Giovanni Da Procida medicinechaser.com go to di Salerno è stato il professore Innocenzo M. Pinto, Docente di Campi Elettromagnetici dell’Università del Sannio.
Il professor Pinto è in primissima linea nella ricerca specifica delle onde gravitazionali: lavora da più di trent’anni con il suo team per affinare i materiali che compongono il rilevatore del progetto LIGO (Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory – osservatorio interferometro laser delle onde gravitazionali).

“La cosa più difficile è spiegare in modo semplice” – afferma il professore – “a chi non è del settore, addirittura a dei ragazzi.” Il suo discorso è partito quindi dalle basi poiché tutto nasce dall’atavica abitudine umana di osservare il cielo. Lo studio dei corpi celesti ci ha sempre affascinato e ci ha aiutato tanto nei problemi pratici, come la misurazione del tempo, quanto nei quesiti esistenziali.

Negli ultimi cento anni la ricerca ha fatto dei progressi eccezionali e, anche grazie a strumentazioni fondamentali come gli osservatori satellitari, l’universo ci appare poco a poco meno oscuro.
Qual è l’importanza delle onde gravitazionali? Di base c’è sempre quel bisogno di conoscere ciò che ci circonda, quello che ci spinge ad alzare gli occhi al cielo. Il problema, ora, non è ciò che si vede in modo chiaro, i corpi luminosi o illuminati, ma gli oggetti dell’universo di massa enorme che non emettono per nulla luce, come i corpi collassati, buchi neri o stelle di neutroni. Pur non emettendo luce, questi corpi, quando si muovono di moto accelerato, emettono quelle che noi chiamiamo onde gravitazionali, increspature del tessuto spazio-temporale che si propagano alla velocità della luce e creano un’interferenza sulle particelle di dimensioni infinitesimali.

È alla rivelazione di queste increspature che lavorano i progetti LIGO e Virgo, tramite antenne dai bracci di quattro chilometri, due in funzione negli Stati Uniti d’America e una attiva in Italia. In particolare, il professor Pinto ha lavorato alla progettazione degli specchi ad alta precisione utilizzati nel progetto di Advanced LIGO.
“L’emozione è stata indescrivibile nel vedere i frutti di una vita di lavoro”. Ora l’appello del professor Pinto è volto a incoraggiare i giovani ad essere coinvolti, curiosi, pronti a cogliere i messaggi che il nostro universo ci trasmette. E, magari, nell’alzare gli occhi al cielo, sapere che c’è molto di più da scoprire.