Il botulino: cosa sappiamo dopo 10 anni

Tossina botulinicaIl botulino (o tossina botulinica), sorvegliata dal ministero della Sanità, è una sostanza utilizzata per il ringiovanimento del volto, introdotta e usata per la prima volta in America nel 1980.

Nel 2013 in Italia nasce l’Aiteb, l’associazione dei medici che utilizzano questa sostanza e, a seguito del 2004, anno in cui fu introdotta nel campo estetico italiano, è stata al centro di polemiche e controverse discussioni.

C’è, infatti, chi crede che il processo chimico della tossina non sia sicuro e che, in casi estremi, comporti la paralisi del volto.
Tuttavia, i medici sono fermi nello sfatare i falsi miti che ricorrono nella reputazione del prodotto: infatti Fiorella Donati, chirurgo plastico a Milano e Londra, sottolinea che: “la tossina botulinica è stata una vera e propria innovazione nella chirurgia estetica dato che prima dell’impiego della sostanza nel campo estetico le rughe venivano migliorate unicamente da dolorosi e aggressivi interventi chirurgici”.
Oggi, invece, grazie alla sotanza adeguatamente calibrata, si denotano buoni e soddisfacenti risultati.
Ovviamente, se viene usata nel modo sbagliato comporta risultati sgraditi: i problemi sorgono nel momento in cui l’operatore non sa usare questo farmaco, con la conseguente esposizione di risultati totalmente innaturali e relativi alla fisiologia del volto, ma anche nell’utilizzare la tossina senza seguire le direttive fondamentali della sostanza, le quali porteranno il paziente al rischio di effetti collaterali.

Tra l’altro, come aggiunge Dvora Ancona, medico estetico a Milano, il botulino è un lifting momentaneo: esso va a distendere il tessuto cutaneo, ma dopo 4/6 mesi dall’iniezione l’effetto svanisce.
E’ consigliabile, infine, allungare i tempi tra un trattamento e l’altro, in quanto la ripetitività a distanza ne migliora l’efficacia e previene la formazione di nuove rughe.

Sara Ceruso

Studentessa del Liceo Scientifico "G. Da Procida", classe V I.