21 marzo: simbolo della speranza

“Libera” scende in piazza per mantenere vivo il ricordo delle vittime innocenti delle mafie

Il 21 marzo, primo giorno di primavera, si è celebrata in tutta Italia la “Giornata della Memoria e dell’Impegno” in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Dal 1996, ogni anno in città diverse, l’associazione “Libera” organizza manifestazioni con l’intento di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giustizia.

Quest’anno la ventiduesima edizione – tenutasi a Locri, in Calabria – ha visto la partecipazione anche del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, molto vicino a questa tematica anche perché, nel 1980, “Cosa Nostra” gli ha ucciso il fratello Piersanti. Il presidente ha voluto, quindi, esser testimone diretto della sofferenza di chi ha visto morire i propri cari e di quanti sono diventati bersaglio di violenza perché hanno ostacolato, o ostacolano, gli interessi criminali.

In questo giorno di risveglio della natura, per rinnovare la speranza che tutto può cambiare, viene letto un elenco di circa 900 nomi di vittime innocenti. Persone che si sono sacrificate per dare dignità all’Italia che è, quindi, dovere di tutti ricordare affinché la loro morte non sia stata vana.
In particolare, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha promosso la partecipazione delle scuole a questa iniziativa per sensibilizzare i giovani a lottare contro la mafia.

Il Liceo Scientifico Giovanni da Procida di Salerno, già da anni attivo su questi temi con il “Progetto Legalità” coordinato dalla prof.ssa Annarita Franco, ha aderito all’iniziativa: la mattina del 21 marzo, nell’Aula Magna del nostro Istituto, allievi, docenti e la Dirigente Scolastica professoressa Annalaura Giannantonio hanno anche loro letto gli oltre 900 nomi delle vittime innocenti, ricordate in un’atmosfera di rispetto di partecipazione.

A seguire, è stata proposto l’ascolto della canzone dei Modena City Ramblers “I Cento Passi” nonché la visione di alcune sequenze dell’omonimo film di Marco Tullio Giordana, che racconta la storia di Peppino Impastato, altra vittima della criminalità mafiosa.

lettura dei nomi delle vittime innocenti delle mafie

In fine, gli studenti hanno seguito un documentario su don Pino Puglisi, sacerdote ucciso dalla mafia per il suo impegno nel difficile quartiere di Brancaccio, come è stato ben raccontato dal film di R. Faenza “Alla Luce Del Sole”, che gli allievi del progetto legalità avevano visto in preparazione della manifestazione di inizio primavera.
Proprio Don Puglisi, come Falcone e Borsellino, ha dimostrato che può esserci speranza e ci invita a realizzare un mondo migliore, privo di violenza e soprusi. Un mondo in cui si possa vivere liberi e senza paure.

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