Edoardo Purgatori, storia di un attore di “famiglia”

Gli inizi e i sogni di carriera dell’artista romano cresciuto a pane e teatro

Edoardo Purgatori, 29 anni, è un giovane attore italiano, divenuto famosissimo, principalmente fra i giovani, per il ruolo di Emiliano nella serie tv “Un medico in famiglia”. Eppure sono tante altre le esperienze professionali avute nel corso della sua carriera. Conosciamolo meglio.

Com’è nata la tua passione per il mondo dello spettacolo?
Fin da piccolo la mia famiglia mi ha trasmesso passione per l’arte e il cinema. Mio padre mi portava, insieme con i miei fratelli, al cinema tutte le domeniche. Sono cresciuto a pane e storie. Una volta usciti, eravamo così toccati e ispirati dalle vicende e dai personaggi che avevamo visto, che desideravamo essere loro. Così imitavamo Star Wars, 007 o Indiana Jones… Poi a tredici anni ho iniziato con il teatro a scuola e da lì in poi non mi sono più fermato.

Com’è stata l’esperienza che hai vissuto alla Oxford School of Drama? Quali i momenti che più ti hanno formato e che ricordi con più piacere ancora oggi?
L’esperienza alla Oxford School of Drama è stata uno dei momenti più belli e intensi della mia vita. Tutto il giorno, sette giorni su sette, avevo modo di dedicarmi solo ed esclusivamente alla recitazione. Insieme con gli altri ragazzi della classe, avevamo come unico obiettivo quello di imparare il più possibile. Eravamo come delle spugne, osservavamo e assorbivamo qualunque cosa. Si parlava di Stanislavski, Strasberg, Shakespeare, Brando, Dean, Olivier…Devo molto ai miei insegnanti che mi hanno fatto capire la dedizione totale che l’attore deve avere per la propria arte.

Qual è stata l’esperienza che ti ha lasciato maggiormente il segno?
Due progetti segnano un punto di svolta nella mia carriera: nel cinema “QUANDO CORRE NUVOLARI” e a teatro “THE PASS”.
Con il primo ho avuto l’occasione di avere un ruolo cinematografico importante, come quello di Achille Varzi. Vestire i suoi panni mi ha fatto crescere come artista. Con “THE PASS”, invece, ho messo il primo mattoncino per costruire il futuro della compagnia teatrale “Shape of Water • Forma dell’Acqua”, di cui faccio parte e con cui vogliamo rivoluzionare il modo di fare teatro.

La sfida più difficile?
La messa in scena di “THE PASS”, perché ho interpretato più ruoli: quello di attore protagonista, di traduttore, produttore e organizzatore. Non è stato facile gestirli tutti insieme e, se ci sono riuscito, è grazie al gruppo meraviglioso di cui faccio parte.

Nella serie tv “Un medico in famiglia” hai interpretato il personaggio di Emiliano. Come è stato trascorrere del tempo nella famiglia Martini? Ci sono aspetti in comune fra te ed Emiliano?
È stato il mio primo grande ruolo in televisione. Grazie ad attori del calibro di Giulio Scarpati, Milena Vukotic e Lino Banfi, ho imparato a gestire la mia concentrazione e le mie energie sul set. Interpretare il ruolo di Emiliano per tre stagioni è stato un viaggio meraviglioso. Sono cambiato e maturato con lui. Ho trovato molti dei miei aspetti caratteriali in lui: la sua testardaggine, i valori e la passione. È un puro di cuore che sbagliando ha imparato a migliorarsi. Ai tempi non avevo tatuaggi, oggi ne ho 4…

Ci sono stati momenti in cui hai creduto che forse sarebbe stato meglio abbandonare mondo della recitazione?
I dubbi e le incertezze mi accompagnano sempre. Mi capita spesso di voler mollare e cambiare mestiere, ma alla fine il fuoco che mi arde dentro non me lo permette!

Cosa consiglieresti a chi vorrebbe intraprendere la carriera di attore?
Di non farlo…a meno che non possiate farne a meno!.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *