Maria Chiara Giannetta: «Così ho superato le sfide della vita»

A colloquio con l’attrice nota per aver preso parte a diverse fiction italiane, da Un passo dal cielo a Che dio ci aiuti, attualmente sulla cresta dell’onda per la sua interpretazione di Anna Olivieri, protagonista della serie di Don Matteo 11

Come è nata la tua passione per il mondo del teatro?
Ho iniziato a fare teatro amatoriale sin da piccola, poi ho deciso di iscrivermi ad un laboratorio teatrale. La voglia mi è venuta guardando “Harry Potter e il prigioniero di Azkaban”; mi colpì il fatto che recitassero in un mondo pieno di fantasia, eppure sembravano così reali.

Hai avuto un punto di riferimento, una persona che ha svolto il ruolo di guida nel tuo percorso?
Ho avuto tanti maestri: i miei insegnanti, le mie amiche, i miei genitori, i film, anche quelli d’animazione, i registi, gli attori, da Monica Vitti a Mc Dormand, da Fellini a P.T. Anderson.

Qual è stata l’esperienza in veste d’attrice che ti ha maggiormente segnata?
In realtà è stata un’esperienza teatrale. Lo spettacolo di fine anno del C.S.C (Centro Sperimentale di Cinematografia) su un testo molto bello di Dennis Kelly. Lo studio sul mio personaggio e la messa in scena sono state l’esperienza più bella che io abbia mai vissuto.

Quale esperienza è stata per te come una sfida da superare date le diverse difficoltà che hai incontrato nel viverla?
Ogni provino. Si parte da lì. Più ci vai a fondo, più diventa una sfida. Viverle un copione, studiarlo, concentrarsi, sperimentare. Le sfide le ho superate così.

Qual è il cast con cui lavorare è stato più un divertimento che un impegno?
Il cast di Don Matteo è stata come una famiglia per me, una vera e propria famiglia. Riconosco in tutti loro dei ruoli fondamentali per il mio lavoro e per la mia crescita personale.

Fare l’attrice è sempre stata la tua prima scelta?
Seriamente sì. Ho fantasticato quando ero piccola, dalla veterinaria alla cuoca. Ma concretamente ho scelto la recitazione.

Ci sono stati momenti nella tua vita in cui hai pensato di provarti in una professione diversa?
Sì. Come capita per ogni mestiere. Ancora oggi penso che potrei fare altre esperienze lavorative, ma amo recitare e mi piace chiamarlo lavoro, perché effettivamente lo è. Da poco è diventato così e sono ancora all’inizio, però capita spesso di pensare ad altre esperienze, cosa che non escludo.

Ma per te recitare è una scelta solo professionale o influisce anche sul tuo stile di vita?
Recitare diventa la vita di chi sceglie di farlo. La si accetta, la si condivide totalmente. Solo così credo di si possa vivere pienamente questo lavoro.

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