Knocking on Dylan’s door

Bob Dylan ritira il premio nobel coronando la sua carriera con un ennesimo riconoscimento.

Alcune settimane fa Bob Dylan ha finalmente ritirato il prestigioso premio Nobel per la letteratura all’età di settantacinque anni, ricevuto dall’ Accademia svedese per la sua abilità nel “creare nuove espressioni poetiche nella grande tradizione della canzone americana”.

Ennesima soddisfazione, quindi, per uno dei più importanti cantautori della storia del rock che, con la sua grinta e il suo talento, ha stregato più di una generazione.

Bob Dylan si afferma agli albori degli anni Sessanta come uno dei punti cardine del movement americano per i diritti civili grazie ai suoi testi riguardanti la politica e la filosofia, opponendosi così alle correnti musicali radicate da tempo nella cultura statunitense. Dylan è stato in grado, nel corso della sua lunga carriera da musicista, di fondere con i suoi brani differenti generi musicali che hanno donato ai suoi testi originalità ed equilibrio sinfonico, mescolando il rock con il folk e creando un nuovo genere conosciuto come folk rock, che è possibile riconoscere nel suo famoso album “Bringing It All Back Home”, risalente al 1965.

Robert Allen Zimmerman (vero nome del cantautore) ha manifestato, sin da ragazzo, una grande passione per la musica, che lo ha portato a trascorrere la maggior parte delle proprie giornate ascoltando la radio fin quando decise di imbracciare una chitarra e di fondare una piccola band con alcuni compagni di scuola. Il complesso, dopo un breve periodo di attività, si sciolse e Robert, iscrittosi ad un’università a Minneapolis, si esibì spesso nei locali nei pressi del campus e si ribattezzò con il nome d’ arte di Bob Dylan.

Abbandonato il college alla fine del primo anno, si trasferì a New York dove sperava di ottenere maggiore successo e approvazione da parte del pubblico della Grande Mela. Dopo un periodo di completo anonimato, il nome di Dylan divenne famoso in tutta la grande metropoli americana grazie al suo secondo album “The freewheelin’”, contenente la canzone “Blowin’ in the wind”, interpretabile come una pesante critica nei confronti del governo degli Stati Uniti.

Bob Dylan raggiunse l’apice della sua carriera grazie al brano intitolato “Knockin’ on Heaven’ s door”, scritta per la colonna sonora del film “Pat Garrett & Billy the Kid”che permise a Robert Zimmerman di essere riconosciuto come uno dei baluardi della musica rock a livello mondiale.

La sua brillante carriera viene coronata dal premio Nobel, uno dei più importanti tributi a livello internazionale, che consacra Dylan nell’Olimpo del rock .

 

Articolo scritto da

Roberto  Bisogni e Antonio Caiazza

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